Il Water

John Harington (Kelston, 4 agosto 1561 – 20 novembre 1612), scrittore, poeta e inventore inglese è considerato l’ideatore del moderno water. Nel 1590 ideò una rudimentale toilette fornita di un serbatoio contenente acqua, un rubinetto a mano per farla scendere nel “vaso” sottostante più piccolo e una botola a valvola che, infine, la faceva defluire in un pozzo. Purtroppo egli si vide bloccare la realizzazione dell’innovativa invenzione dalla sua madrina, la regina d’Inghilterra Elisabetta I, alla quale non piacquero le descrizioni di cattivo gusto del progetto che esso scrisse nel suo libro ”Metamorfosi di Aiace”. Il progetto fu ripreso in mano da Alexander Cummings (1733 – 8 marzo 1814), orologiaio e inventore scozzese, il quale nel 1775 aggiunse all’invenzione di Harington il concetto di ritenzione idrica all’interno della vaschetta, aggiungendo cioè un sifone a forma di “S” a livello della valvola che, grazie alla continua presenza di acqua, evitava (ed evita) ai cattivi odori di risalire. Da allora sino ad oggi diverse furono le migliorie apportate al gabinetto sino ad arrivare al water che noi oggi conosciamo ed utilizziamo. E’ però un oggetto trascurato perché, facendo parte della vita di tutti i giorni, ormai lo diamo per scontato. Ma nel mondo ne usufruisce in realtà una minima parte; sono migliaia di milioni le persone che sono prive di queste elementari strutture igieniche. Non salta subito all’occhio, ma il water insieme alle fognature e ai depuratori hanno contribuito non poco a migliorare lo stile di vita di intere nazioni. Se pensiamo che gli escrementi sono il principale vettore di malattie ed epidemie che mietono milioni di vite umane ogni anno allora è facile intuire come il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie significa di conseguenza abbassare il tasso di mortalità.
L’invenzione del water (“water-closet” in inglese, abbreviato e pronunciato all’italiana “vater”) ha permesso di migliorare lo stile di vita umano in maniera radicale. Si sono eliminate malattie dovute agli escrementi esposti all’aria, ma anche dovute a invasioni di topi e insetti. Ha permesso di vivere la propria intimità domestica in sicurezza e pulizia. Ma ha anche permesso di lavorare in ambienti prima impensabili, ad esempio sottoterra al CERN, e di viaggiare nello spazio. E’ a tutti gli effetti una piccola grande invenzione simbolo del XX secolo, secolo di grandi conquiste tecnologiche e sociali. Ma alla luce di queste conquiste è vergognoso pensare che in piena globalizzazione ci siano, nel mondo, migliaia di milioni di persone che non possano usufruire di una struttura igienica così basilare e così importante. Inoltre questo tipo di installazioni, in paesi disagiati, aiuterebbero a diminuire il tasso di mortalità, aumentare le condizioni sanitarie e ridurre la povertà. E’ importante lavorare anche in questa direzione, cercando di creare gabinetti semplici, funzionali e che abbiano bisogno della minima manutenzione e pulizia; soprattutto laddove l’acqua è poca e preziosa. Questo, insieme alle vaccinazioni, permetterebbe di portare in ogni parte del mondo una base importante per sconfiggere malattie oro-fecali (come Epatite A e Salmonellosi) e morte (soprattutto infantile).

4 comments for “Il Water

  1. Lidiaborsani
    7 Maggio 2016 at 14:09

    Quante cose si scoprono anche solamente ammirando un water!!! Grazie

    • Daniele Fantetti
      7 Maggio 2016 at 21:23

      È verissimo, ogni oggetto che ci circonda, seppur banale, ha una storia e moltissimo da insegnarci.

      Grazie a te per aver letto!

  2. MaurizioNicoletti
    15 Maggio 2016 at 10:46

    Ormai siamo talmente immersi in cose e oggetti di uso comune da quando siamo nati che li diamo per scontati come se fossero sempre esistiti, è non ci rendiamo conto di quante cose in fondo abbiamo che in altre parti del mondo nemmeno ne conoscono l’esistenza.
    Grazie della tua spiegazione. Maurizio

    • Daniele Fantetti
      15 Maggio 2016 at 11:29

      Questa è esattamente la “denuncia” che ho cercato di esporre: far capire che anche piccoli (ma utilissimi) oggetti comuni non esistono ovunque.
      Questa presa di coscienza aiuta a non dare nulla per scontato e a riflettere, a parer mio, sulle reali operazioni da prendere in considerazione contro la povertà e la disuguaglianza civile mondiale.

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