Autore: Stefano Nicoletti

Ideatore del progetto Sophron.it e Caporedattore della sezione Letteratura, studio FIlosofia presso l'Università Statale di Milano con predilezione particolare verso ogni pensiero o pensatore che possa legarsi in qualche modo alla comunicazione o al comunicare interrelato (Estetica, Filosofia del Linguaggio, Poetica e Retorica...). Mi interesso inoltre di Letteratura, Arte, Informatica e Musica.

Comunicare in segreto: la soluzione di Diffie ed Hellman

A chi non è mai capitato, magari da bambino, di utilizzare l’alfabeto muto, quella serie di gesti e simboli tracciati con le dita che rispecchiano il normale alfabeto ma che possono essere utilizzati per comunicare un messaggio senza far rumore? E a chi non è mai capitato di utilizzarlo per comunicare un messaggio in modo…

Calcoli impossibili: computer, algoritmi e complessità

Ci sono cose che le macchine non possono calcolare? Se pensiamo ai computer in maniera sostanzialmente pre-teorica, tenendo conto, cioè, delle nostre intuizioni in merito senza sovrastrutture argomentative, difficilmente ci verrebbe da porci la domanda che apre questo paragrafo. Abituati come siamo alla natura pervasiva della tecnologia e alla crescente potenza di calcolo dei computer,…

Il Pascoli della fisica

Nel pensare ad un autore come Giovanni Pascoli difficilmente saremmo portati a richiamare concetti appartenenti al mondo della fisica. Tuttavia, anche se spesso trascurato, l’insieme dei saperi afferenti al mondo della scienza gioca un ruolo fodamentale nella vita di Pascoli, sia da un punto di vista meramente biografico, sia da un punto di vista contenutistico-letterario.…

I passi

Uno. Faceva freddo. Due. Il suo respiro affannoso si condensava in nuvolette di cristallo, poco al di fuori della bocca. Tre. Quattro. Il rumore dei passi cadenzati rompeva il gelo della notte. L’arancio smorto dei lampioni illuminava le pallide case di un colorito slavato. Non vi prestò attenzione mentre, imperterrito, percorreva il secco selciato. Cinque,…

“Ricordo”

    In un angolo buio, seduto. Tutto quanto accarezza il mio sguardo muto. Le carte lenzuola fotografie Regali banali di gioia segnali: Ormai dimenticate le nostre magie.   Come aromi d’antichi speziali, Dolcezze che il tempo vuole portarsi via, Sono note amare e floreali, Che ammorbano l’aere di malinconia. Nero d’inchiostro, di chi triste…

Edgar Allan Poe: il corvo e il tragico nella vita

L’autore a cui cercheremo di avvicinarci in questo articolo è nientemeno che il celebre Edgar Allan Poe (1809, Boston – 1849, Baltimora). Famoso per essere, con ogni probabilità, uno degli scrittori americani più influenti del Diciannovesimo secolo, Poe può essere considerato un artista dalle capacità espressive multiformi, in grado di abbracciare generi e stili differenti,…

“In cosa crede chi non crede?

Nell’approcciare un tema delicato come quello della religione nella rubrica di Società e Credenze, pur mantenendo il canonico occhio critico-filosofico, ritengo sia innanzitutto fondamentale delimitare il campo entro cui ci muoveremo. In questo articolo non si farà direttamente religione, termine di cui diamo definizione per chiarezza: Complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo…

“Il Castello sulla Collina

La musica è sentimento. È l’animo dell’autore trascritto in accordi, parole e melodie. E se in quell’animo noi fruitori ci rispecchiamo, se le nostre corde più profonde risuonano all’unisono con esso e con il messaggio che le note portano, come una corda di chitarra che risuona alla perfetta frequenza di un diapason, allora possiamo davvero…

Sciogliere nodi

Disfatelo, tagliatelo, alla svelta Così uno dei vecchi marinai della San Dominik si rivolge al capitano della Bachelor’s Delight, Amasa Delano. L’episodio in questione è forse uno dei più indicativi dell’opera di Herman Melvillei (1819 – 1891) intitolata Benito Cerenoii. Tale novella, pubblicata in tre episodi sul Putnam’s Monthly nel 1855, racconta di un viaggio…

Probabilità è Cultura

“Probabilità è cultura” Non sarete forse impressionati nel sapere che questa frase è stata pronunciata dall’alto di una cattedra universitaria. Forse vi stupirà un po’ di più il fatto che la cattedra in questione fosse quella di un corso che fa riferimento al Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milanoi. E prima che ve…